La pesca è un’attività meravigliosa che ci porta a diretto contatto con degli animali che altrimenti non noteremmo nemmeno, è una continua scoperta. In particolare la pesca con la mosca artificiale, ci permette di conoscere il comportamento alimentare dei pesci e ci introduce al mondo segreto dei macroinvertebrati acquatici.
La pesca a mosca è anche la più adatta alla pratica del No Kill; quasi sempre l’amo si fissa nel margine più esterno dell’apparato boccale e, con gli ami senza ardiglione, la rimozione è rapida e priva di traumi. Ma qual è la corretta pratica del Catch & Release? Proviamo a stilare un piccolo prontuario:
- riduci i tempi di recupero, un pesce esausto accumula acido lattico e rischia di morire anche ore dopo il rilascio. Nel caso della Tenkara, usiamo la canna adatta al tipo di corso d’acqua ed ai pesci presenti;
- usa sempre ami senza ardiglione, riducono al minimo i danni alla bocca e velocizzano la slamatura;
- bagna sempre le mani; mai toccare un pesce con le mani asciutte. La nostra pelle calda rimuoverebbe il muco protettivo del pesce esponendolo a infezioni e funghi letali;
- usa un guadino adeguato; preferisci guadini con rete in silicone o senza nodi che non asportano il muco e non danneggiano le pinne;
- mantienilo in acqua: se possibile, slama il pesce nel guadino senza sollevarlo dall’acqua o con gli appositi slamatori;
- non stringere mai il pesce con le mani all’altezza delle branchie o degli altri organi vitali (pancia), sostienilo delicatamente in posizione orizzontale;
- se vuoi fare una foto, solleva il pesce solo all’ultimo istante e per non più di pochi secondi; tieni il pesce sempre basso sopra l’acqua o sopra il guadino;
- posizionalo controcorrente durante il rilascio permettendo all’acqua ossigenata di entrare naturalmente nelle branchie;
- non lanciare mai il pesce, aspetta che sia lui a scivolare via dalle tue mani con un colpo di coda;
- se il pesce ha ingoiato la mosca non forzare la slamatura, taglia il filo il più vicino possibile all’amo; i succhi gastrici e il processo di ossidazione faranno il loro lavoro, dando al pesce molte più chance di sopravvivenza.
Si vedono sempre meno pescatori con il “cestino” a tracolla e questo è un bene. Servirebbero però anche più pescatori consapevoli per pattugliare e tutelare i pesci ed i torrenti, ma questa è un’altra storia.

Alberto