Pescare a Tenkara significa concepire la pesca come un’attività semplice e rilassante. In fondo per noi la pesca è un gioco, ingannare un pesce con una piuma. Per questo dobbiamo portare il massimo rispetto agli altri giocatori, pesci o persone che siano.
Se prendiamo la nostra attività preferita in questo modo non serve certo sgomitare e strillare sul fiume, al contrario dobbiamo permettere anche agli altri di godere del nostro stesso divertimento e relax.
Vorrei quindi proporvi un promemoria di buonsenso che faciliti la convivenza fra i pescatori ed il benessere dei pesci.
I pesci
Slamare il pesce con cura – a volte, anche se raramente, le trote ingoiano la mosca e anche senza l’ardiglione risulta difficile liberarle con le mani. Per questo è bene portare sempre con sé una pinza chirurgica che ci consenta di rimuvere l’amo rapidamente e senza danni.
Usare sempre il guadino – e possibilmente con rete in silicone. Il guadino ci consetirà di salpare velocemente il pesce senza prenderlo in mano e senza fargli toccare i sassi della riva. Inoltre, ci permette di tenere il pesce nel suo elemento per tutta la durata (breve!) Delle operazioni successive alla cattura.
Bagnare bene le mani – e raffreddale il più possibile in acqua. Infatti i danni che possiamo produrre al pesce durante la manipolazione sono di due tipi: l’asportazione del muco protettivo e lo shock termico. Considera che in torrente il pesce ha una temperatura di circa 12°C mentre le nostre mani asciutte sono a 37°C, praticamente manipolandolo gli produrremmo un’ustione.
Una foto e via – naturalmente stiamo parlando di pesca No Kill, dove ci che portiamo a casa è solo un bel ricordo. Con i mezzi oggi a disposizione fare una bella foto o un breve video è alla portata di tutti. L’importante è fare tutto nel più breve tempo possibile mantenendo il pesce in acqua dentro il guadino.
Un rilascio corretto – nonostante tutte le attenzioni, una grossa preda potrebbe sviluppare un principio di anossia o un’intossicazione da acido lattico. Per questo dobbiamo assicurarci che si sia pienamente ripresa prima di abbandonarla alla corrente. Se vediamo che il nostro pescione tende ad adagiarsi su un fianco, teniamolo verticale reggendolo per la coda e muoviamolo delicatamente avanti e indietro in modo di far fluire l’acqua (e l’ossigeno) nelle branchie. Lo lasceremo andare appena avrà mostrato di poter nuotare in autonomia.
Le persone
Il fiume è di tutti – il fiume e le sue sponde sono demanio statale ad uso plurimo. Non siamo gli unici fruitori di questo bene comune, rispettiamo anche il diritto degli altri a goderne; bagnanti, canoisti, escursionisti, ecc. hanno il nostro stesso diritto di frequentare l’ambiente fluviale. Anche se noi abbiamo pagato un permesso di pesca.
Rispetta le precedenze – ti accingi a risalire il torrente e ti accorgi di avere qualcuno a monte, che fare? La cosa assolutamente da non fare è passargli avanti con uno scatto fulmineo! Più seriamente, le alternative sono due: o cambi torrente o, se le condizioni lo consentono, ti sposti più a monte lasciando al collega almeno un paio di ore di pesca in tranquillità.
Sii cortese ma non invadente – anche sul torrente scambiare due parole con qualcuno può essere piacevole, ma che siano due! Evitiamo di chiedere informazioni sulle mosche usate o sui luoghi delle catture, se vorrà sarà l’altro a fornircele. Un saluto cortese ed il classico “preso qualcosa?” Potranno bastare ad innescare una breve e gradevole chiacchierata.
Raccogli la spazzatura – prima del Covid ero solito raccogliere l’immondizia durante le mi escursioni in montagna, ma anche senza arrivare a tanto è importante non lasciare traccia del nostro passaggio. Naturalmente, non abbandonare cartacce o, peggio residui di plastica, ma nemmeno rifiuti biodegradabili; anche se una buccia di banana abbandonata sul greto del fiume non nuoce all’ambiente, la sua vista rovina l’idea di naturalità del luogo. Un aspetto specifico che riguarda noi pescatori è il corretto smaltimento delle lenze usate; mai e poi mai lasciare sulla riva una lenza con la mosca ancora attaccata, ma anche il semplice filo del tippet appena sostituito deve essere rimosso dall’ambiente.
Non imporre la tua etica – l’esercizio della pesca sportiva è regolato da leggi regionali che normalmente prevedono anche il prelievo del pesce. Chiunque si attenga a tali leggi è in regola e, anche se noi pratichiamo il No Kill totale, non possiamo permetterci di criticare colui che eserciti il prelievo in modo legale.
Sii d’esempio – come dice il Saggio: l’esempio è il migliore insegnamento. Invece di criticare e mettere all’indice i comportamenti che non ci piacciono mostriamo, senza salire in cattedra, il “come si fa” con elegante understatement.

Alberto